Mala tempora currunt

20,00 €
Tasse incluse

AUTORE: (A cura di) Antonio Labalestra - Dario Russo

TITOLO: MALA TEMPORA CURRUNT
Della storia, dell'architettura delle biblioteche e di luoghi insigni,
o per sentimento o per locuzione

ISBN: 9788898791408

Pagg. 108 - Illustrato

COLLANA: CADMO CAratteri Documenti MOnografie

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Questa pubblicazione è un lavoro collettaneo e raccoglie alcuni saggi d’occasione, insieme ad una selezione di testi già apparsi in pubblicazioni straniere o in riviste scientifiche e appositamente riadattati, rivisti e aggiornati alla luce della nuova collocazione editoriale. Il tema è quello della memoria, della storia tout court, della sua relazione con le discipline dell’architettura e del design e, infine, con il tipo e il tópos della biblioteca, che tutte queste cose sembra tenere insieme. La raccolta ha l’ambizione, nella sua eterogeneità, di voler sensibilizzare il maggior numero di persone possibili verso questa situazione, ma anche quella di sostenere il ritorno alla fruibilità i beni danneggiati al fine di scongiurare ulteriori danni che, in diversi casi, porterebbero alla perdita definitiva di veri e propri tesori. Il rischio da scongiurare riguarda l’eventualità che questo patrimonio vada perduto e, con esso, anche una grande parte della nostra identità e delle nostre radici.Nello stesso limbo sono sospesi i manoscritti apocrifi di Giacomo Leopardi originariamente conservati nel Palazzo dei Governatori di Visso in provincia di Macerata.Visso è un centro montano delle Marche di circa mille abitanti, al confine con l’Umbria e situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il passato ricco di storia ha lasciato in questi luoghi la sua impronta nelle mura imponenti, nei balconcini medievali e nelle case, nelle torri, nei palazzetti gentilizi rinascimentali, costituendo un insieme armonioso e per certi aspetti unico, se messo in rapporto con la limitata estensione del centro storico.Tra il 26 e il 30 di ottobre del 2016 il comune di Visso è stato epicentro di tre scosse sismiche di magnitudo 5.4, 5.9 e 6.5 che hanno prodotto ingenti danni agli edifici del centro storico. Tra questi, nel Palazzo dei Governatori, adiacente la Chiesa di Sant’Agostino oggi quasi completamente rasa al suolo, era allestito il Museo dei manoscritti Leopardiani che ripercorre la vita del celebre poeta nato nella vicina Recanati e a pochi passi era ricavata, in un edificio medioevale, la biblioteca comunale. All’interno del museo era possibile ammirare cinque sonetti, un commento con le relative correzioni che Leopardi fece alle “Rime” di Francesco Petrarca e quattordici lettere scritte tra il 1825 ed il 1831, tutte indirizzate all’editore milanese Antonio Fortunato Stella. Vi erano inoltre esposti 27 manoscritti autografi che nel marzo del 1868, Giovan Battista Gaola Antinori, allora sindaco di Visso, acquistò da Prospero Viani, grande appassionato e collezionista delle opere di Leopardi, il quale, trovandosi in difficoltà economiche e per paura che tutta la sua ricca collezione di manoscritti potesse andare dispersa, decise di vendere al Comune di Visso a condizione che la conservasse e ne consentisse la consultazione nei luoghi dove la famiglia del poeta usava passare le giornate più calde della stagione estiva.“Ecco i manoscritti leopardiani, cui Visso conserverà per ornamento suo e per gloria d’Italia […] Con grave dolore abbandono altrui queste preziose carte mi sarà solo in parte attenuato se passeranno nelle mani di persone che le sappiano pregiare e conservare.”Il centro di questa ricca raccolta di opere sono senza dubbio i 6 Idilli: “La sera del giorno festivo”, “Lo spavento notturno”, “La Ricordanza (alla Luna)”, “Il Sogno”, “La Via solitaria” ed il celebre e famoso “L’Infinito”. Insieme agli altri manoscritti originariamente custoditi nel Palazzo dei Governatori, i sonetti sono stati messi in salvo grazie alla solidarietà del Sindaco della città di Bologna che si è offerto di conservarli e custodirli fino a quando non potranno ritornare al loro posto.Questa pubblicazione dedicata alle biblioteche, ai beni librari e alla minaccia cui sono continuamente sottoposti, nasce grazie alla collaborazione di tante persone che, a vario titolo, hanno voluto contribuirvi con l’ambizione di poter ridurre il tempo dell’esilio di questa raccolta e della fruizione dei testi della vicina biblioteca.L'auspicio è che questa pubblicazione agevoli, se non il ritorno a casa degli scritti leopardiani, la realizzazione di una biblioteca provvisoria in attesa che sia terminato il restauro degli ambienti che, fino a prima del sisma, erano destinati a questo scopo (Antonio Labalestra).

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